Direzione
Didattica Statale
3° Circolo Gubbio

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L’avamposto… nella vita… a scuola

Intervista  a Paolo: ‘ L’Avanposto’… per comprendere

L:Buongiorno Paolo sta girando un video di una tua canzone dal titolo l’Avamposto che sembra molto attuale, di che cosa si tratta? Raccontaci un po’ del significato di questa canzone.

P:E’ una canzone che ho scritto e pubblicato una decina d’anni fa e che rappresenta molto bene il momento che stiamo vivendo, forse  oggi più di allora…  L’avevo scritta dopo aver riletto per la seconda volta Il deserto dei tartari di Dino Buzzati uno dei capolavori della letteratura  moderna. La lettura del significato della canzone non mi va di darla perché la bellezza e la magia risiede proprio nel fatto che ognuno ci vede quello che vuole.

L:Sembrerebbe che gli artisti precorrano un pò i tempi come fossero una specie di  veggenti?

P:Magari fosse così,  forse adesso avrei qualche soldo più in banca e meno pensieri… Scherzo chiaramente, effettivamente è come dici tu, gli artisti hanno le antenne molto ben tese e ricettive, riescono a captare quello che gira nell’aria un po’ prima degli altri. Anche se la parola artista oggi è un termine un po’ troppo abusato e lo dico anche riferendomi anche alla mia  persona, infatti non mi sono mai definito artista, né mi piace tanto questa parola. Gli artisti sono persone che hanno lasciato un’impronta importante nella storia e questo non credo proprio sia il mio caso.

L:Allora come ti definiresti?

P:Nelle biografie ufficiali c’è scritto “canta-scrittore”, ma prima di tutto credo di essere un insegnante, almeno così c’è scritto nella mia carta d’identità.

L:Ho come l’impressione che  tu ti voglia nascondere, quasi sfuggire…

P:Non è un fatto di nascondersi è un fatto di consapevolezza e di momenti. In certi momenti mi sento più insegnante, in altri più una persona creativa che ha voglia di scrivere, di suonare, creare, esprimersi.  Quella della creatività e del cambiamento per me sono cifre molto importanti, non mi piacciono le situazioni stagnanti. Credo che anche a scuola i fattori che adesso ho elencato siano determinanti per un buon insegnamento e per favorire un apprendimento efficace;  come insegnate su questo credo di averci investito molto.

L:Che strumenti ti senti di offrire agli alunni del 3°circolo di Gubbio dove stai attualmente lavorando, per affrontare, vivere questo periodo?

P:Guarda sicuramente la musica aiuta molto quando si è chiusi in casa e non si può uscire. Con i ragazzi di V mi sono inventato un gioco con le Playlist musicali e ricerche sui vari generi musicali e questa cosa mi ha dato enorme soddisfazione. Ho imparato a capire e conoscere i loro gusti musicali (diverse canzoni non le conoscevo) e loro hanno avuto la possibilità di accedere a tanti artisti che hanno fatto la storia della musica mondiale e questo a 10/11 anni credo non sia cosa di poco conto. Io alla loro età già ascoltavo Bob Marley, Pink Floyd, De Andrè, Battiato, Fortis, Bee Gees… erano gli anni ’80 e per radio girava questo tipo di musica, sono stato fortunato. Un altro strumento che sto utilizzando in questo periodo è il laboratorio di poesia, sempre in V, perché questo consente loro di entrare in profondità e tirar fuori tutte le emozioni sia quelle negative che quelle positive, che danno comunque stimoli ed energia per la vita. La poesia per essere “digerita e assimilata” richiede  tempo ed è proprio sulla grande disposizione di tempo che ho cercato di far leva… Purtroppo i libri di poesia oggi sono i meno ad essere letti perché la nostra è una società basata sulla velocità e spesso anche sulla superficialità. Quindi che ben venga la poesia e la lettura di libri  in genere, noi siamo famosi nel mondo per Dante e non per i programmi tv che adesso vanno per la maggiore.

L:Però dovresti promuoverti maggiormente, far conoscer quello che fai.

P:Diciamo che sono stato un precursore del distanziamento sociale ancora prima del coronavirus. : )  Sembra strano ma quando creo qualcosa poi lo lascio sedimentare e vedo quello che succede. Pensa che c’è un mio brano che s’intitola “Acqua” e  solo da poco ho scoperto che su youtube ha ottenuto quasi 8.000 visualizzazioni (ci sono 2 versioni diverse della canzone una è arrivata a quasi 2.000 e l’altra a quasi 6.000) senza che io facessi nessun tipo di promozione. Oppure un giorno un amico mi ha inviato l’immagine di Spotify con il brano Napoleone canzone di S.Endrigo, ricantata da me assieme a Dario Fo, e non ne sapevo nulla di questa cosa, lui ci ha riso come un matto e mi ha ci preso perfino in giro. Se una canzone è bella arriva, non c’è bisogno di farci tanti discorsi attorno. Oggi purtroppo c’è un’inflazione di queste cose, perché tutti vogliono fare i cantanti, gli attori, le ballerine, i calciatori. Io invece il consiglio che dò alle persone a me care  è quello di tornare a coltivare la terra e di immergersi nella natura, perché è lì che si esprime al massimo al creatività e la vita. Forse a breve, quando andrò in pensione, mi ritirerò in campagna e invece del “canta- scrittore” farò il “cantagricoltore”.

L:Grazie per l’intervista, credo che dopo queste tue parole non ci sia altro da  aggiungere…

P:Grazie a te per avermi dato l’opportunità di esprimere certi pensieri. Buona vita e buona scuola a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P: Magari fosse così, forse adesso avrei qualche soldo più in banca e meno pensieri… Scherzo chiaramente, effettivamente è come dici tu, gli artisti hanno le antenne molto ben tese e ricettive, riescono a captare quello che gira nell’aria un po’ prima degli altri. Anche se la parola artista oggi è un termine un po’ troppo abusato e lo dico anche riferendomi anche alla mia  persona, infatti non mi sono mai definito artista, né mi piace tanto questa parola. Gli artisti sono persone che hanno lasciato un’impronta importante nella storia e questo non credo proprio sia il mio caso.

L: Allora come ti definiresti?

P: Nelle biografie ufficiali c’è scritto “canta-scrittore”, ma prima di tutto credo di essere un insegnante, almeno così c’è scritto nella mia carta d’identità.

L: Ho come l’impressione che tu ti voglia nascondere, quasi sfuggire…

P: Non è un fatto di nascondersi è un fatto di consapevolezza e di momenti. In certi momenti mi sento più insegnante, in altri più una persona creativa che ha voglia di scrivere, di suonare, creare, esprimersi. Quella della creatività e del cambiamento per me sono cifre molto importanti, non mi piacciono le situazioni stagnanti. Credo che anche a scuola i fattori che adesso ho elencato siano determinanti per un buon insegnamento e per favorire un apprendimento efficace;  come insegnate su questo credo di averci investito molto.

L: Che strumenti ti senti di offrire agli alunni del 3°circolo di Gubbio dove stai attualmente lavorando, per affrontare, vivere questo periodo?

P: Guarda sicuramente la musica aiuta molto quando si è chiusi in casa e non si può uscire. Con i ragazzi di V mi sono inventato un gioco con le Playlist musicali e ricerche sui vari generi musicali e questa cosa mi ha dato enorme soddisfazione. Ho imparato a capire e conoscere i loro gusti musicali (diverse canzoni non le conoscevo) e loro hanno avuto la possibilità di accedere a tanti artisti che hanno fatto la storia della musica mondiale e questo a 10/11 anni credo non sia cosa di poco conto. Io alla loro età già ascoltavo Bob Marley, Pink Floyd, De Andrè, Battiato, Fortis, Bee Gees… erano gli anni ’80 e per radio girava questo tipo di musica, sono stato fortunato. Un altro strumento che sto utilizzando in questo periodo è il laboratorio di poesia, sempre in V, perché questo consente loro di entrare in profondità e tirar fuori tutte le emozioni sia quelle negative che quelle positive, che danno comunque stimoli ed energia per la vita. La poesia per essere “digerita e assimilata” richiede  tempo ed è proprio sulla grande disposizione di tempo che ho cercato di far leva… Purtroppo i libri di poesia oggi sono i meno ad essere letti perché la nostra è una società basata sulla velocità e spesso anche sulla superficialità. Quindi che ben venga la poesia e la lettura di libri  in genere, noi siamo famosi nel mondo per Dante e non per i programmi tv che adesso vanno per la maggiore.

L: Però dovresti promuoverti maggiormente, far conoscer quello che fai.

P: Diciamo che sono stato un precursore del distanziamento sociale ancora prima del Coronavirus. 🙂  Sembra strano ma quando creo qualcosa poi lo lascio sedimentare e vedo quello che succede. Pensa che c’è un mio brano che s’intitola “Acqua” e  solo da poco ho scoperto che su Youtube ha ottenuto quasi 8.000 visualizzazioni (ci sono 2 versioni diverse della canzone una è arrivata a quasi 2.000 e l’altra a quasi 6.000) senza che io facessi nessun tipo di promozione. Oppure un giorno un amico mi ha inviato l’immagine di Spotify con il brano Napoleone canzone di S.Endrigo, ricantata da me assieme a Dario Fo, e non ne sapevo nulla di questa cosa, lui ci ha riso come un matto e mi ci preso perfino in giro. Se una canzone è bella arriva, non c’è bisogno di farci tanti discorsi attorno. Oggi purtroppo c’è un’inflazione di queste cose, perché tutti vogliono fare i cantanti, gli attori, le ballerine, i calciatori. Io invece il consiglio che dò alle persone a me care  è quello di tornare a coltivare la terra e di immergersi nella natura, perché è lì che si esprime al massimo al creatività e la vita. Forse a breve, quando andrò in pensione, mi ritirerò in campagna e invece del “canta- scrittore” farò il “cantagricoltore”.

L: Grazie per l’intervista, credo che dopo queste tue parole non ci sia altro da aggiungere…

P: Grazie a te per avermi dato l’opportunità di esprimere certi pensieri. Buona vita e buona scuola a tutti!

 

 

 

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